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Proposta standard Linee d'indirizzo per un Piano Regionale a "Rifiuti Zero"

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Abbandonata più di 5 anni fa: 30 Mag 2014 alle 13:39

Problema e/o ostacoli

Partendo da un'analisi, quantomai accurata, del Problema alla Fonte:

LA PRODUZIONE DI RIFIUTI IN CALABRIA

(elaborazione Ass.Avvocati Diritto Ambientale su dati ISPRA 2013)

RACCOLTA DIFFERENZIATA

REGIONE

2011

2012

2011

2012


tonnellate

(%)

Calabria

113.196

119.254

12,6

13,8

Ciò vuol dire che, in merito a RD, la Calabria continua a rimanere tra le Regioni "fanalino di coda" rispetto, addirittura, ad altre sue "sorelle" del Sud d'Italia e, paradossalmente, anche alla Campania e senza parlare rispetto alle Regioni del Centro Nord...nei confronti delle quali la forbice rimane altissima. Perchè?

Dai dati ARPCAL del 2010 si sa inoltre e in maniera più dettagliata che le rispettive produzioni provinciali sono così ripartite (al netto della Raccolta Differenziata):

Cosenza ≈ 281.000 ton./anno;

Reggio Calabria ≈ 239.000 ton./anno;

Catanzaro ≈ 154.000 ton/anno;

Crotone ≈ 84.000 ton./anno;

Vibo Valentia ≈ 66.000 ton./anno.

e talora:

fino al 2010, la destinazione finale dei RSU prodotti, poteva essere così ripartita:

Il 25% circa (240.000 ton.) veniva direttamente conferito a discarica come RSU tal quale;

Il 13% circa (120.000 ton.) proveniente dalla Raccolta Differenziata, era destinata al recupero;

Il 62% circa (600.000 ton.) veniva trattato negli impianti TMB (separazione secco/umido) con la produzione di:

* C.D.R. (combustibile derivato da rifiuti), circa il 35%;

* Frazione Organica (parte umida), circa il 40% che, dopo stabilizzazione della parte umida, diviene

compost fuori specifica (comunemente definita FOS Frazione Organica Stabilizzata) e viene smaltita

nelle discariche di servizio, in mancanza di altra utilizzazione;

* Scarti o sovvalli (parte secca non idonea come CDR), circa il 20%;

* Il restante 5% circa è costituito dal ferro (inviato a recupero) e dalle perdite di processo.

con un risultato di queste allarmanti proporzioni:

TOTALE TONNELLATE IN DISCARICA /ANNO ≈ 600.000

Considerando che dopo il Piano Regionale 2007 sono state chiuse le discariche di Lamezia Terme e Scalea e erano prossime all’esaurimento le discariche di Castrolibero e San Giovanni in Fiore, a novembre 2010 residuavano volumi per ≈ 150.000 tonnellate circa

Alle quali andava aggiunta la volumetria residua della recente discarica privata di Pianopoli ≈ 520.00 tonnellate circa (escluso ampliamento)

Residua capacità di abbanco a novembre 2010 ≈ 150.000 + 520.000 ≈ 670.000 tonnellate circa (conferite ca. 24.000 t/RSU/mese)

CAPACITÀ DI ABBANCO RESIDUA DISCARICHE CALABRIA RSU+ FOS + SOVVALLI

LA SITUAZIONE DAL 2010 AL NOVEMBRE 2013

IMPIANTI PUBBLICI

Sistema Calabria NORD = MAI PARTITO

Sistema Calabria CENTRO, Enertech srl (Catanzaro Alli) = SEQUESTRATO DALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI CATANZARO (FORSE OGGI IN FASE DI RIAPERTURA

Sistema Calabria SUD, Trc Veolia spa (Inceneritore) = CONCORDATO PREVENTIVO DAVANTI TRIBUNALE DI LA SPEZIA

LAMEZIA TERME (CZ) = ESAURITA DAL 2007

CASIGNANA (RC) = CHIUSA PER PROBLEMI TECNICI E MAI RIAPERTA

MELICUCCÀ (RC) = SEQUESTRATA DALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA CON INIBIZIONE ALL’UTILIZZO

S.GIOVANNI IN FIORE (CS) = ESAURITA NEL 2013

CASSANO ALLO IONIO (CS) = IN FASE DI ESAURIMENTO, RESIDUANO 70.000/T DI ABBANCO

TARANTO (PUGLIA) = DISMESSA NEL 2013 PER GLI ALTI COSTI DI TRASPORTO IN RELAZIONE ALLE BASSE QUANTITÀ SMALTITE

40.000 TONNELLATE DI RIFIUTI TAL QUALE IN ESUBERO SONO DEPOSITATE IN CAPANNONI PRIVATI, SUOLI PUBBLICI, ECC.

UNICO IMPIANTO DI TRATTAMENTO TMB IN FUNZIONE PER LA REGIONE CALABRIA È QUELLO DELLA DANECO DI LAMEZIA TERME (8.000 t/a).

UNICA DISCARICA IN FUNZIONE PER LA REGIONE CALABRIA È QUELLA DELLA DANECO DI PIANOPOLI (DA 500MILA A UN MILIONE DI TONNELLATE DI ABBANCO RESIDUO SE COMPLETATO AMPLIAMENTO ENTRO AGOSTO 2014).

NESSUN IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO (ESCLUSO QUELLO DI VIBO VALENTIA A SERVIZIO DELL’AZIENDA CALLIPO)!!!

LA SITUAZIONE AD OGGI 2014

LE PROPOSTE DELLA REGIONE CALABRIA

ATTIVAZIONE DI NUOVE MEGA DISCARICHE REGIONALI TIPO BATTAGLINA (PER LO PIÙ IN VIOLAZIONE DELLE DIRETTIVE COMUNITARIE E DEL D.LGS 152/2006)

ELIMINAZIONE DELLA FASE DI TRATTAMENTO TMB E CONFERIMENTO DELLA RSU COME TAL QUALE IN FORZA DI DUE ORDINANZE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE N.41 E 146 DEL 2013 (IN VIOLAZIONE DELLE DIR. COMUNITARIE E DEL D.LGS 152/2006)

TRASPORTO E SMALTIMENTO RSU IN DISCARICHE EXTRAREGIONALI E EXTRANAZIONALI (V.BANDI DI GARA DEL 2/7/13 E DEL 24/10/13)

ATTIVAZIONE PRIMA E SECONDA (DA REALIZZARE) LINEA DI INCENERIMENTO A GIOIA TAURO

Linee di indirizzo per un Piano regionale toscano «Rifiuti Zero»

Stakeholders (persone coinvolte)

Regione - Comuni (soprattutto in forma consorziata) - Comunità tutta

Requisiti della soluzione

  • Partecipazione diretta di TUTTI I CITTADINI
  • Riferimenti Storici

​I nostri avi già praticavano la strategia Rifiuti Zero, anche se non lo sapevano. Infatti, da sempre le comunità locali hanno “risolto” il problema dei rifiuti ri-utilizzando tutto ciò che residuava sia
dalle attività antropiche sia dalle attività residenziali (con forme anche pittoresche di riutilizzo: l’uso delle reti di materasso per recinzioni, delle “buatte” per la coltivazione dei fiori, delle bottiglie e contenitori in vetro per le conserve e per la salsa di pomodoro).

Solo con l’avvento del boom economico i rifiuti sono diventati un problema rilevante per dimensione e tipologia di rifiuti e, nell’onda dell’urgenza sanitaria, con la procedura “articolo 13” (Rifiuti conferiti in discariche temporanee attivate con ordinanze contingibili e urgenti in deroga alle disposizioni vigenti, disposizione confermata nel Decreto Ronchi D.Lgs. 22/97, all’art. 13) si sono utilizzati calanchi e dirupi in aree disabitate dei diversi territori comunali
per depositare lì i propri rifiuti.

  • Rifiuti? No, sono RISORSE!

​Il termine “rifiuto” è oggi oltre che inopportuno anche improprio, dal momento
che si dimostra che una avveduta azione di gestione programmata rispetto alla raccolta, al recupero ed al
riciclaggio di materiali post-consumo, annulli definitivamente il senso dispregiativo di questo termine,
rimettendo in un nuovo circolo produttivo materiali che consentono un
risparmio da otto a dodici volte il costo di produzione degli stessi partendo dalle materie prime naturali e
consentendo la conservazione dell’energia originaria spesa per realizzarli.

INFATTI...

Tutte le “risorse” scartate possono essere divise in 12 categorie di mercato
“LA CHIARA DOZZINA”

1. RIUTILIZZABILI
Elettrodomestici
Oggetti in plastica durevole
Tessili Materassi e mobili
Residui di costruzione e demolizione
Libri e cataloghi
altri oggetti riparabili

2. CARTA
Cartone
Carta da ufficio
Giornali
Riviste e cataloghi
Altra carta da ufficio
Cartoncino (es. da imballo)
Altro/Carta composita

3. RESIDUI VEGETALI
Foglie e erba
Residui di potatura
Rami e ceppi

4. PUTRESCENTI
Residui alimentari
Residui di pesce e carne
Residuo fangoso

5. LEGNO
Legno non trattato
Legno trattato

6. CERAMICHE
Cemento
Asfalto da pavimentazione

7. TERRENI
Lavagne per gesso
Particelle rocciose

8. METALLI
Carcasse di auto
Lattine di alluminio
Latte d’acciaio
Metalli ferrosi
Non ferrosi

9. VETRO
Contenitori vetro trasparente
Contenitori vetro misto
Vetro trasparente
Vetro verde
Vetro misto
Vetro marrone
Vetro di finestre
Altro

10. TESSILI
Fibre in poliestere
Cotone e lana

11. POLIMERI
PET (CRV)
HDPE Colorato
HDPE Naturale
PET Plastica
Sacchetti di plastica

12. CHIMICI
Olio per motori usato
Rifiuti pericolosi di casa
Assorbenti usa e getta e igiene femminile
Rifiuti medici trattati
Copertoni
Altre plastiche
Bitume per rivestimento tetti
Pellicole in plastica

Soluzione 1:

Descrizione della soluzione

LE NS. PROPOSTE PER UNA REGIONE CALABRIA ZERO WASTE

1° CHIUDERE LA FORBICE TRA RSU PRODOTTA E CAPACITÀ DI ABBANCO AUMENTANDO LA RD E PRODUCENDO FOS DI QUALITÀ

2° EQUILIBRATO IMPATTO DI IMPIANTI DI TMB/DISCARICHE REALIZZANDO I PRINCIPI DI AUTOSUFFICIENZA TERRITOR. E DI PROSSIMITÀ

3° PREVEDERE DISCARICHE PICCOLE (ATO), CON ABBANCHI SEMPRE MINORI NEL TEMPO, CON CERTIFICAZIONE DI QUALITÀ

(REGOLAMENTO CE 761/2001 -EMAS)

4° REALIZZARE IMPIANTI DI SOLO COMPOSTAGGIO

5° IMPOSTA A CARICO DEI COMUNI SULLO SMALTIMENTO IN DISCARICA

… OCCORRE AVVIARE UNA STRATEGIA RIFIUTI ZERO
O MOLTO VICINA A ZERO

IPOTESI 2014/2024

...E PRETENDENDO CON FORZA E SEMPRE DI PIU' UN SECCO:

  • NO ALL’INCENERIMENTO DEI RIFIUTI​

  • NO ALLE MEGA DISCARICHE REGIONALI (TIPO BATTAGLINA) E A TUTTE QUELLE CHE NON RISPETTANO I PRINCIPI DI:

-- AUTOSUFFICIENZA TERRITORIALE


-- PROSSIMITA’


-- CERTIFICAZIONE DI QUALITA’ (EMAS)


-- RISERVATE ALLE FRAZIONI DI RIFIUTO ANCORA NON RICICLABILE


-- AD ESAURIMENTO PROGRAMMATO IN RELAZIONE ALLA DIMINUZIONE DI RSU E SENZA SUCCESSIVI AMPLIAMENTI (STRATEGIA ZERO WASTE)


-- DI PROPRIETA’ PUBBLICA E NON PRIVATE

Quando dovrà essere attuata questa soluzione? Individuare le eventuali fasi di attuazione.

Soggetto attuatore e verifica

Chi dovrà attuare o far attuare la soluzione? Come saranno monitorati e verificati, in caso di attuazione, gli esiti della soluzione?

Risorse necessarie e loro reperimento

Sono necessari fondi, volontari, strumenti, competenze specifiche per realizzare questa soluzione? Elencarli e quantificarli. Come saranno reperite tali risorse?

Aspetti etici, ambientali, sociali

Questa soluzione soddisfa i requisiti etici del gruppo o della comunità a cui si rivolge? Qual'è il suo impatto sociale ed ambientale?

E' disponibile della documentazione relativa alla soluzione?

Materiali da R. D. porta a porta e valori di mercato
Accordo ANCI / CONAI 2009-2013

Tipologia Quantità Valore commerciale Importi

parziali da riciclaggio
ton/anno Euro/ton Euro
Legno 40.000 12 480.000
carta /cartone 300.000 30 9.000.000
plastica 160.000 276 44.160.000
vetro 70.000 20 1.400.000
metalli 40.000 82 3.280.000
Organico 300.000 0 0
inerti 90.000 0

Totale quantità 1.000.000 Totale ricavi 58.320.000

Elencare e riassumere i principali svantaggi e problemi di questa soluzione. Indicare chi sono i soggetti interessati dagli svantaggi.


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