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E' possibile una partecipazione / democrazia elettronica?

Non tenterò qui di dimostrare l’ovvio, ovvero che esistono due modalità assolutamente inconciliabili di utilizzare Internet: ovvero come moltiplicatore e motore di socializzazione di conoscenze – e quindi come un elemento di aumento del tasso medio di democraticità – oppure come imbuto rovesciato dal quale fare percolare informazioni e comandi verso un “pubblico” fruitore essenzialmente passivo: costruire saperi contro formare/consolidare poteri. La stessa infrastruttura di rete non è neutrale rispetto a questa alternativa, essendo la rete costruita su una serie di sistemi gerarchici e con una grande asimmetria di potere (admin contro utenti/utonti).

La democrazia in rete proposta da Beppe Grillo la ritengo sostanzialmente una “democrazia del telecomando”, nella quale si invera il sogno sedentario di una partecipazione “a costo zero”. Zero impegno, zero energia, zero fatica. Probabilmente per molti cittadini italiani è un sogno, sicuramente per alcuni – pochi o tanti – il dimagrimento progressivo della democrazia è un progetto politico.

In questi mesi abbiamo visto emergere molte critiche alle “parlamentarie” di Grillo, confrontate a quelle che Grillo successivamente ha chiamato le “buffonarie” del PD. Queste due esperienze sono nate essenzialmente come tentativo di superare e svuotare uno degli aspetti più deleteri dell’attuale legge elettorale, ovvero il “porcellum”, che affida agli apparati dei partiti la composizione di liste che poi vengono votate “in blocco”, senza preferenze (e quindi la possibilità di essere eletti dipende dalla combinazione tra posizionamento nella lista proposta dal partito agli elettori e numero di voti ottenuto dal partito stesso).

La scelta fatta dalle due forze è estremamente difforme. Per il PD, primarie solo offline aperte all’elettorato che aveva partecipato alla designazione del candidato premier, per il M5s primarie solo online e chiuse a una parte minoritaria dello stesso corpo attivo del movimento.

Le critiche a quest’ultimo si sono basate essenzialmente su due grandi filoni:

  • il filone “tecnologico” : partendo dalle critiche al sistema basato sul sito di Grillo stesso, si dice (giustamente) che manca qualsiasi sistema di auditing indipendente e che quindi il sistema è intrinsecamente antidemocratico;
  • il filone “pragmatico”: alle parlamentarie grilline hanno partecipato meno persone che alle primarie del PD per i parlamentari nella sola Reggio Calabria, e quindi l’investitura democratica dei candidati grillini è paragonabilmente più bassa.

Grillo invece critica così le parlamentarie pd/sel:

  • la possibilità delle segreterie di ritagliarsi dei “listini” che non passano attraverso la ratifica del voto popolare;
  • il costo (!) di 2 euro.

Sembra poco, ma nel corso del suo TTour Grillo ha sempre più spostato il baricentro delle sue critiche a un misto di due affermazioni:

le sue parlamentarie erano assolutamente gratis; non era necessario spostarsi da casa per votare. Un click ed è tutto fatto.

Questi sono elementi costitutivi del mondo nuovo che Grillo propone alla vulgata di un pubblico e di un sistema dell’informazione sostanzialmente digiuno di internet.

La principale debolezza – e io dico pericolosità – di questo modello sta nella mancanza di socialità al suo interno. Su http://www.vice.com/it/read/grillo-m5s-casaleggio-internet viene dipinta in modo molto lucido l’essenza di questa mancanza di socialità o se volete di socializzazione. Lo potete incrociare con il fantastico dibattito che si è svolto su giap http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=12038

Tornando al pericolo, quello che intravedo è la possibilità che, facendo leva su una opinione pubblica e su un sistema politico impreparato, Grillo – o chi per lui – riesca ad imporre uno standard, chiamandolo impropriamente “democrazia elettronica”, e ponendo così le basi di una nuova versione della società del controllo di orwelliana memoria, basata sulla profilazione politica delle persone e sul loro isolamento comunicativo. La Rete farebbe la fine del sorcio in questo scenario, diventando un super-tubo catodico unidirezionale. Il problema potrebbe essere inizialmente interno al movimento o ad altri gruppi politichi chiusi (vedi il sistema creato da Rivoluzione Civile http://programma.rivoluzionecivile.it/ dove a fronte di una costruzione sofisticata, l’accesso avviene unicamente attraverso fb) anche se non è escluso che da questi tentativi possa emergere un valido approccio alternativo al problema.

L’imporsi di uno standard de facto come facebook renderebbe estremamente difficile una resistenza ex-post, ed è per questo che penso che chi ha a cuore il destino della politica su Internet debba prendere posizione e iniziare un percorso che porti a un aumento invece che una diminuzione del controllo popolare sulle tecnologie dell’informazione, ponendosi come obiettivo quello di controllare un processo che si sta sviluppando in totale assenza di controllori, e che probabilmente è inevitabile che si sviluppi ulteriormente mano a mano che cresce la penetrazione di Internet nella nostra società.

E’ su questa base di discussione che vi chiedo un commento per vedere se le mie paure sono soltanto ansie informatiche oppure se ci sono le basi per una preoccupazione che può e deve farsi presa di posizione politica collettiva.

Ciao a todos e a presto… naturalmente viralizzate questo papero se pensate che abbia un senso.

Aggiornamenti

001 – 02/04/2012 – La proposta di “primarie delle idee” proposta dal sito PD http://www.circolodemocratico.it ha lo stesso difetto delle parlamentarie di grillo: il server rimane un sistema chiuso che non rende conto delle operazioni al suo interno.

002 – 02/04/2012 – La proposta di Grillo ( http://www.beppegrillo.it/2013/03/elezioni_on_line_per_il_presidente_della_repubblica.html ) di selezionare online il nome di una persona da proporre come Presidente della Repubblica adombra la possibilità di utilizzare una “società di certificazione esterna” per affrontare il problema dell’accountability di elezioni online. Un nuovo business?

Inserito da sergio minni il 15 Apr 2013 alle 12:24 | Commenti (0)
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